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Fasi di elaborazione del cambiamento

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Ogni situazione nuova, ogni perdita, l’inizio di un nuovo lavoro, di una relazione o un nuovo status, implicano l’abbandono delle vecchie abitudini e dei propri punti di riferimento. Tali situazioni portano a vivere una serie di fasi di elaborazione del cambiamento, grazie alle quali, è possibile godere dei nuovi status.

Il cambiamento, inteso come perdita del “vecchio”, non sempre viene vissuto in maniera positiva e ciò avviene soprattutto se porta con sé la perdita di cose, situazioni e persone care; a maggior ragione se il cambiamento non è voluto ma viene imposto.

Esistono delle fasi comuni a tutti i cambiamenti, che, ognuno vive in maniera diversa in base alla propria personalità e a fattori ambientali, ma che sostanzialmente si possono riscontrare in ogni persona.

Generalizzando, ecco quali sono le fasi di elaborazione del cambiamento:

– fase traumatica e/o di incredulità
– fase di negazione
– fase di oscillazione tra negazione e realtà
– fase della consapevolezza
– fase della rabbia
– fase di ristrutturazione della propria vita.

Ovviamente le fasi elencate, non vanno intese in senso stretto, in quanto non tutte le persone le vivono allo stesso modo, con la medesima intensità e durata; inoltre alcune fasi possono mescolarsi diventando una sola.

Il quadro descritto è utile per comprendere la complessità del passaggio da una situazione ad un’altra; è infatti importante essere consapevoli che il processo è composto da diversi momenti e che questi non vanno in alcun modo negati ma vissuti.

Vissuti pienamente a partire dalle prime reazioni, fino alla riformulazione della propria vita.

Non è sempre semplice affrontare un cambiamento e la perdita che ne deriva, essere pervasi da pensieri ed emozioni fino a quel momento sconosciuti che destabilizzano il mondo interno ed il mondo esterno.

Bisogna pensare però che è possibile percorrere un nuovo cammino, ed avere consapevolezza di come stanno le cose è il primo passo per riuscire ad affrontare le situazioni più dure, nel migliore dei modi.

Leggi anche Come si sopravvive ad una perdita.

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  • sopravvivere ad una perdita

Sopravvivere ad una perdita

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Che si tratti della perdita di un lavoro, di una persona, di un animale, di una relazione, di uno status o di un oggetto a noi caro, non ha importanza: l’assenza e le emozioni che fanno parte di questa situazione, possono davvero fare molto male e non è affatto semplice sopravvivere ad una perdita.

E’, dunque, naturalmente difficile, ma è certamente possibile sopravvivere alla perdita di qualcuno o di qualcosa.

Anche se si perde qualcosa o qualcuno per una scelta personale si prova dolore, ma, in generale, in questo caso, l’intensità e la durata dello stesso producono effetti meno sconvolgenti rispetto a quando la perdita avviene per scelta di altri o altro.


Può capitare che un evento che dovrebbe essere positivo, venga invece vissuto in maniera negativa; questo perché implica o produce un cambiamento che è comunque una perdita di una situazione precedente e di non facile accettazione.


E’ importante pensare che è possibile rialzarsi ad ogni caduta.
L’essere umano ha delle capacità dentro sé, nascoste a se stesso, che sanno però venir fuori egregiamente al momento giusto.


Ogni perdita deve essere elaborata in tempi e modi che sono del tutto personali e variano in base a diversi fattori, tra cui il temperamento della persona, le capacità di gestione delle emozioni, il contesto fisico, sociale ed emotivo in cui si è immersi, la predisposizione al cambiamento.

In generale, per una sana elaborazione, si devono attraversare delle fasi, le cosiddette fasi di elaborazione del cambiamento, grazie alle quali è possibile “digerire” la situazione dolorosa.


Durante tutto il percorso di elaborazione è importante riconoscere pensieri, emozioni e stati fisici e dargli la giusta importanza, non negarli ma agirli, metterli in atto. Questi aspetti fanno parte di noi, sono ciò che sentiamo e che dobbiamo “buttare fuori” senza inibizioni.

In questo articolo trovi un modo per farlo.

Non ci si deve vergognare e non si deve aver timore delle proprie emozioni e dei propri pensieri.

Se questo concetto è vero in generale, lo è ancora di più in una fase delicata come quella dell’elaborazione di una perdita.

Se stai vivendo un periodo o una situazione che preferisci affrontare insieme a me, contattami. Non ti darò delle risposte, ma un metodo per trovarle! Ti aiuterò a gestire le difficoltà attraverso l’uso consapevole delle tue risorse.