• rabbia

Imparare a gestire la rabbia

Siamo esseri umani, non siamo macchine, per questo durante la vita possiamo ritrovarci faccia a faccia con ciò che percepiamo ingiusto ed avere l’esigenza di analizzare e gestire la rabbia.

Nel percorso di vita ci imbattiamo in svariate situazioni che provocano in noi diversi tipi di emozioni e che possono metterci a dura prova.

Per ogni essere umano adulto sano, è del tutto normale oltre a provare emozioni positive, avere reazioni emotive irascibili di fronte a particolari situazioni o in particolari periodi della propria vita.

A volte l’ira è la conseguenza di pensieri automatici che nulla o poco hanno a che vedere con la realtà; ma se si utilizzano gli occhiali con il filtro della rabbia, tutto il mondo apparirà attraverso tale filtro.

Altre volte, è necessario prendere le distanze da un atteggiamento altrui che non è possibile cambiare e che provoca emozioni in grado di far stare molto male.

Non basta non farci caso.

In nessun caso l’atteggiamento corretto è quello di negare un pensiero o un’emozione, non si intende certo questo con “gestire la rabbia”.

La soluzione non è mai quella di “lasciar perdere”, piuttosto è necessaria una valutazione a 360 gradi dei fatti, per assumere più punti di vista possibili e trovare il proprio (personalissimo) modo migliore per stare bene.

Se l’ira comincia sempre più a prendere il sopravvento sui pensieri, sullo stato d’animo, sui comportamenti e sul sorriso, è necessario fermarsi e fare un bel respiro.

E’ evidente che qualcosa non va e bisogna capire bene di cosa si tratta, per poter risolvere il prima possibile la questione e ritrovare la calma perduta.

Non stiamo parlando di una reazione ad un fatto o ad un pensiero che si verifica occasionalmente, così come si verificano tutte le altre emozioni; piuttosto parliamo di reazioni di ira spropositate o per la loro frequenza (in quanto cominciano ad essere ricorrenti e conseguenti ad ogni cosa), oppure per la loro qualità (ossia reazioni sproporzionate in base al contesto).

Cosa fare?

Per riuscire a trovare la causa della scintilla che accende il tuo fuoco, è necessario analizzare bene tutto ciò che accade dentro e fuori di te.

Per evitare all’ira di prendere il sopravvento, è necessario interrogarsi sulla causa di determinati pensieri personali, oppure su cosa ha portato un’altra persona a comportarsi in un determinato modo nei tuoi confronti.

Bisogna cercare di vedere le cose da una prospettiva più ampia, per cui l’emozione non va respinta ma ascoltata e trasformata in uno strumento di conoscenza e di conseguenza uno strumento di crescita.

Chiediti se:

  • provi frustrazione per un motivo o per un altro,
  • dovresti migliorare il tuo modo di comunicare,
  • la tua autostima ha bisogno di essere supportata,
  • hai bisogno di placare la tua ansia.

Cose molto importanti da fare:

  • Concentrarsi su se stessi ed impiegare il tempo ad apportare benefici nella propria vita, piuttosto che concederlo alla collera.
  • Allenarsi ed imparare a pensare per “punti di vista”, per ampliare gli orizzonti, gestire al meglio le emozioni ed evolvere come persone.
  • Ricordare che ognuno di noi è l’unica persona in grado di gestire i propri pensieri e le proprie emozioni, a prescindere dalla responsabilità e dalla causa che ha portato alla collera.

Se fossimo noi stessi a “remare contro di noi”?

Può capitare che a farci infuriare sia una situazione che si presenta ripetutamente durante la nostra vita e che è causata indirettamente da noi stessi, o più precisamente dalle nostre convinzioni personali o dai nostri schemi di pensiero profondi e radicati.

Come è possibile?

Facciamo un esempio: se io non do la giusta importanza ai miei interessi e non dedico loro abbastanza tempo, con il passare degli anni, oltre a sentirmi frustrata perché mi piacerebbe fare delle cose che in realtà non faccio mai, stringerò facilmente relazioni con persone che si comportano con me in modo tale da confermare i miei atteggiamenti, quindi persone che a loro volta non daranno importanza ai miei interessi.

Così il mio senso di frustrazione aumenterà al vedere l’atteggiamento poco attento delle persone a me vicine, cosa che farà incrinare i rapporti e che porterà ad un malessere sempre maggiore e così via… proprio come un cane che si morde la coda.

Se invece io dedico il giusto tempo e la giusta attenzione ai miei interessi ed a me stessa, farò in modo da far entrare nella mia vita solo persone che condividono questo atteggiamento per me importante; con le persone che non sono in grado di apprezzare me ed i miei interessi, invece, non stabilirò nessuna relazione importante.

Essere irascibili fa male alla salute.

Ogni risposta emotiva, coinvolge mente e corpo, alterandone il funzionamento, di qualsiasi emozione si tratti.

Da un punto di vista cognitivo, uno stato di collera ricorrente, non permette di avere la giusta percezione dei fatti e quindi di considerare i vari aspetti di una situazione in maniera razionale e più obiettiva possibile.

Con il tempo, si tenderà, perciò, ad avere una visione distorta di una situazione ed a cercare solo elementi che confermino la propria convinzione.

Da un punto di vista fisiologico, arrabbiarsi frequentemente, provoca un frequente stato di attivazione fisiologica, ossia di tensione muscolare, aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna, aumento della temperatura corporea, aumento della frequenza respiratoria ed aumento dei livelli di adrenalina (che ha un’azione stressogena) e testosterone (l’ormone coinvolto, tra le altre cose, nei comportamenti aggressivi).

E’ facilmente intuibile che sottoporre il proprio corpo e la propria mente ad un frequente o continuo stato di alta attivazione, rappresenta un rischio importante per la propria salute fisica e mentale. Gestire la rabbia diventa una vera e propria esigenza per la propria salute.

Impara a distinguere le situazioni dagli stati d’animo e dai pensieri, per comprendere meglio ciò che ti fa male e scegliere dove focalizzare le tue energie.

Se stai vivendo un periodo o una situazione che preferisci affrontare insieme a me, contattami. Non ti darò delle risposte, ma un metodo per trovarle! Ti aiuterò a gestire le difficoltà attraverso l’uso consapevole delle tue risorse.

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  • lasciare andare

Lasciare andare

Lasciare andare è esattamente l’opposto dell’atteggiamento messo in atto da chi cerca di contenere tutto ciò che può: le proprie emozioni, le frustrazioni, le attese deluse, i sogni infranti e gli obiettivi non ancora raggiunti.

Oltre alle emozioni negative a dare un senso di oppressione, in realtà, spesso, ci si mettono anche le emozioni positive, le quali vengono trattenute, per paura che parlandone con gli altri si possa essere attaccati per un motivo o per un altro.

Ecco che allora si tende a tenere dentro la pancia anche le gioie più grandi, l’entusiasmo per un nuovo inizio, la felicità per un dono inaspettato o francamente meritato.

Altre volte ancora, ci si fa carico eccessivamente delle negatività altrui, diventando contenitori consapevoli o inconsapevoli di un’energia negativa che non appartiene, ma che diventa la propria.

Ci si riempie fino a quando il corpo e la mente non ne vogliono più sapere e sono loro stessi che cominciano a lanciare i segnali che impongono di fermarsi e riformulare qualche aspetto della propria vita.

Spesso, prima di comprendere la necessità di un cambiamento, si cerca di mettere a tacere questi segnali, facendo esattamente l’opposto di ciò che andrebbe fatto.

Così ci si riempie ancora di più di cose da fare e di cose a cui pensare, trovando nella mancanza di tempo una buona scusa per non fermarsi, guardarsi dentro ed ammettere di avere sbagliato qualcosa, o ammettere che è arrivato il momento di voltare pagina o di riprendere in mano la propria vita.

Si preferisce nascondere le proprie debolezze, la parte più sensibile di se stessi e le proprie vulnerabilità, perché apparentemente questo sembra essere il male minore, invece in questo modo, non si fa altro che rimandare la possibilità di mettere ordine nella propria vita e poterne finalmente gioire.

Così si accumulano hobbies, lavoro e beni materiali che si reputano necessari e li si mettono esattamente sopra le spie segnaletiche che indicano di fermarsi…in questo modo sono abbastanza coperte.

Tutti lo abbiamo fatto almeno una volta nella vita e tutti sappiamo che l’atteggiamento corretto quando siamo saturi è: lasciare andare.

Cosa significa lasciare andare

Lascia andare:

  • i pensieri che fanno male,
  • i dubbi e le teorie sui comportamenti e le parole degli altri,
  • tutti i beni materiali che vengono visti come portatori di felicità,
  • le offese per una frase del passato che non appartiene più a questo tempo, un’aspettativa che probabilmente domani non avrà più valore,
  • quel sentimento di insoddisfazione che, riflettendoci, non si sa neanche bene del motivo per cui è lì.

Lascia andare tutto ciò che non fa star bene…e spesso lo si sa!

Solo lasciando andare è possibile godere di tutto ciò che la vita offre, senza mai attaccarsi; in altre parole è possibile riuscire a prendere solo il buono delle cose e delle persone e a farne tesoro.

Questo non significa non acquistare, non ascoltare, non dare voce alle proprie emozioni, al contrario vuol dire vivere in maniera più autentica.

Acquistare ciò che ti piace e di cui hai bisogno considerandolo un bene materiale e non la fonte della tua felicità; ascoltare il cuore degli altri riuscendo a mantenere il proprio equilibrio e dare la giusta attenzione alle emozioni per poterle gestire nel modo corretto.

Cosa fare per lasciare andare

Accettare l’impermanenza della vita permette di vivere con il corretto distacco, beneficiando degli aspetti piacevoli e lasciando alle spalle quelli spiacevoli.

Nella tradizione buddista, un rito molto importante che ha a tema l’impermanenza, la trasformazione, è rappresentato dalla creazione dei mandala. Creazione che impiega diverse persone per diversi giorni e che utilizza la sabbia colorata. Quando i mandala vengono terminati, vengono distrutti con una importante cerimonia.

Noi stessi, possiamo scoprire il concetto di impermanenza, disegnando i mandala in giorni diversi e rendendoci conto che ognuno di noi, pur utilizzando a volte le stesse forme, in momenti diversi crea qualcosa di diverso sia per l’aspetto che per il colore, proprio perché tutto si trasforma.

Lasciamo andare ciò che è stato ieri e accogliamo ciò che è oggi.

Un altro modo per lasciare andare è scrivere tutto ciò che si sente dentro, come se lo si raccontasse a qualcuno, nei minimi dettagli. In questo modo si buttano fuori le emozioni che altrimenti resterebbero dentro a condizionare corpo e mente ed i fatti si alleggeriscono della loro valenza emotiva.

E’ possibile inoltre mandare via dalla propria mente i pensieri negativi, rilassandosi ed immaginando ciò che opprime come fosse della carta straccia che viene chiusa dentro un sacco e lanciata lontano. Il sacco man mano che vola via, diventa sempre più piccolo fino a scomparire. Così si lascia andare via dalla propria vita ciò che non fa star bene. Naturalmente questa pratica va inserita all’interno di una pratica di rilassamento.

Come un fiume che scorre, allo stesso modo tutto ciò che non serve, può essere lasciato andare dal corpo e dalla mente per dare spazio e tempo a ciò che è veramente importante.

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  • mandala

Trovare la pace grazie ai mandala

Quanti di voi guardandoli per la prima volta, hanno pensato che sia possibile trovare la pace grazie ai mandala? Credo davvero pochi!

Probabilmente la maggior parte delle persone che guarda un mandala per la prima volta, vede solamente un disegno e lo apprezza semplicemente da un punto di vista estetico.

In realtà il mandala è molto più che un disegno da produrre, colorare o appendere sulle pareti della propria casa, è uno strumento di equilibrio interiore.

La storia.

Il nome deriva dal sanscrito ed ha tanti significati tra cui essenza, cerchio e ciclo. La tecnica di creazione dei mandala, proviene dalle culture Induista e Buddista, all’interno delle quali, vengono creati con regole ben precise con il fine ultimo di trovare pace ed equilibrio.

Nell’Induismo il mandala è una rappresentazione geometrica rituale che coinvolge tutto l’universo e gli altari sono creati seguendo le stesse sue regole geometriche.

Nella tradizione Buddista cinese e tibetana, i mandala indicano la rappresentazione dell’universo; vengono creati con la sabbia colorata e vengono poi distrutti proprio per indicare che il mondo materiale non è permanente.

Il mandala in Occidente.

Carl Gustav Jung, uno dei principali studiosi del pensiero psicologico e psicoanalitico, studiò i mandala per oltre venti anni e scrisse quattro saggi su di essi. Secondo Jung, i mandala rappresentano una forma di espressione individuale, grazie alla quale poter superare i conflitti interiori, ma anche un’azione efficace in grado di portare ordine durante i periodi di tensione psichica, emergendo spontaneamente nel sogno.

Creare e colorare un mandala rappresenta un’attività molto utile sia per i bambini che per gli adulti, in quanto dona numerosi benefici.

Grazie a questa attività è infatti possibile sviluppare la propria creatività e fantasia, la capacità di ragionamento, la pazienza, la concentrazione e la tranquillità, avere la possibilità di esprimere emozioni e stati interiori e scaricare stress e tensioni.

Come trovare la pace grazie ai mandala.

Procura un foglio di carta, un compasso (oppure oggetti circolari grazie ai quali sarà possibile disegnare il contorno su un foglio ed ottenere dei cerchi concentrici), una gomma, un righello e dei colori.

Disegna sul foglio di carta un piccolo cerchio e da qui altri 3 cerchi concentrici esterni. Man mano che imparerai a disegnare i tuoi mandala, deciderai quanto devono essere grandi e “carichi” e potrai aggiungere se lo vorrai, altri cerchi.

Suddividi i cerchi in 8 spicchi uguali.

Partendo dal cerchio centrale, comincia a disegnare un motivo e a riportarlo nello spicchio successivo; poi fai lo stesso nel cerchio più esterno e così via fino ad arrivare all’ultimo cerchio.

Una volta terminato colora il tuo mandala.

Man mano che acquisisci padronanza e familiarità con la tecnica e con il tuo mondo interiore, puoi sbizzarrirti e provare e creare nuove forme e nuovi stili.

Puoi creare il tuo mandala personale, ossia quello che rappresenta le tue emozioni e i desideri del momento. Se non sai da dove cominciare, puoi partire pensando alle forme geometriche che più ti piacciono, o ai colori, o ancora ai simboli che rappresentano qualcosa di te, dei tuoi desideri, dei tuoi pensieri e delle tue emozioni.

In questo video trovi un’ottima spiegazione su come creare facilmente il tuo mandala.

Se invece preferisci colorare o far colorare ai tuoi bambini un mandala già pronto, puoi trovare diversi siti internet dai quali è possibile scaricare diverse immagini, proprio come questo.

Disegnare e colorare un mandala è un buon metodo per fermarsi e concentrarsi solo su se stessi e sul momento presente, per imparare a vivere il qui ed ora e per calmare la mente da pensieri che sembrano ingestibili.

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