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Dall’innamoramento all’amore

Il passaggio dall’innamoramento all’amore, quando questo avviene, non si può attribuire ad un momento specifico, accade, infatti, senza che le persone coinvolte se ne rendano conto.

Non si tratta di un passaggio obbligatorio, a volte la fase successiva all’innamoramento è la sua trasformazione in amore, altre volte non è così. Nella realtà infatti, esiste una molteplice varietà di comportamenti amorosi, che vanno da coloro i quali non si innamorano mai, a coloro che si svincolano da una relazione perché la ritengono essere un legame troppo stretto, a chi, invece, si innamora troppo spesso.

I tempi dell’amore

Secondo il parere dei ricercatori, poi, il periodo dell’innamoramento può durare dai diciotto mesi fino ai quattro anni e dopo tale periodo avviene un cambiamento, in quanto il cervello si assuefà, come avviene per le droghe, alle molecole dell’amore.

Questo è il tempo che occorre a due persone per incontrarsi, piacersi e dare inizio ad una nuova famiglia.

Poco alla volta, la grande quantità di molecole in circolo nell’organismo della persona innamorata, ritorna a livelli normali ed il pensiero della persona amata non è più un pensiero ossessivo ma un pensiero più stabile ed equilibrato.

Nel caso in cui per svariati motivi, l’innamoramento non può trasformarsi in amore, il cervello non ha possibilità di assuefarsi alla presenza dell’altro e la fase dell’innamoramento dura più a lungo.

Bisogna tenere presente, però, che le molecole presenti nel nostro cervello, da sole, non basterebbero a determinare lo stile di un rapporto, ma esse influenzano e a loro volta sono costantemente influenzate dall’ambiente sociale, economico, culturale, in cui la persona vive.

La biochimica dell’amore

Innamoramento e amore sono due esperienze complementari ma diverse tra loro da tutti i punti di vista; tra innamoramento e amore, infatti, esiste una differenza sostanziale non solo comportamentale, ma anche biochimica.

A livello molecolare il passaggio dall’innamoramento all’amore è caratterizzato da una buona produzione di endorfine (molecole simili per struttura alle molecole della morfina), le quali hanno azione analgesica e un effetto calmante e rilassante, oltre che dalla presenza di una sostanza molto importante in tutte le relazioni: l’ossitocina.

L’ossitocina viene anche chiamata “ormone dell’amore”, in quanto aumenta la sensibilità alle carezze, spinge all’abbraccio e al contatto fisico e nelle neo mamme promuove anche il comportamento materno, stimolando l’affettività e la voglia di prendersi cura del bambino.

Il suo ruolo agisce anche nell’ambito della coppia, favorendo la formazione di coppie stabili, rafforzando l’attaccamento emotivo e potenziando meccanismi della memoria i quali fissano i ricordi emotivi.

I diversi tipi di amore

Esistono diversi tipi di relazione d’amore. Ovviamente ogni tipo di classificazione è riduttiva e non esaustiva, tuttavia, in linea generale, può essere utile per far comprendere meglio i diversi aspetti dei rapporti amorosi.

Già nell’antica Grecia si usavano tre parole per distinguere le relazioni:

  • philia, per riferirsi ad un rapporto basato principalmente sull’amicizia, la condivisione e la stima reciproca;
  • eros, per riferirsi soprattutto alla passionalità;
  • agape, per riferirsi all’affetto parentale e anche all’affetto tra i sessi in cui però l’amicizia e la stima prevalgono sul desiderio.

Il sociologo canadese John Alan Lee, nella sua classificazione, distingue sei varietà di amore:

  • l’amore ludico (Ludus),
  • l’amore erotico (Eros),
  • l’amore solidale (Stonge),
  • l’amore pragmatico (Pragma),
  • l’amore maniacale (Mania),
  • l’amore puro (Agape).

L’amore ludico

Come si comprende dalla sua denominazione, l’amore ludico rappresenta più che altro un gioco, che un serio impegno. Il sentimento non diventa mai abbastanza profondo per volere dei soggetti coinvolti, i quali appena avvertono che l’amore potrebbe sopraffarli, lasciano immediatamente il partner. Spesso si tratta di persone che frequentano più partner contemporaneamente, o cambiano partner frequentemente o ancora hanno una relazione importante stabile, ma della quale non si accontentano e vanno alla ricerca di altri rapporti.

L’amore erotico

In questa tipologia di relazione prevale l’attrazione sessuale. Non vi è la volontà, almeno all’inizio del rapporto, di approfondire la conoscenza con l’altro o di instaurare un legame, piuttosto si tende all’intesa sessuale perfetta. A volte dopo pochi incontri di solo sesso, svanisce anche il desiderio e la voglia di rivedersi, in questo caso i processi biochimici si accendono e si esauriscono velocemente; può anche capitare però che si sviluppi il desiderio di conoscersi meglio ed in questi casi l’attrazione sessuale non è che l’inizio per un rapporto duraturo.

L’amore solidale

Questo è un tipo di rapporto che si instaura in maniera crescente tra due persone che hanno interessi o obiettivi comuni, che si stimano e hanno grande fiducia reciproca. Non vi è una tempesta biochimica alla base di questa relazione, probabilmente non vi è neanche una forte attrazione sessuale, sicuramente però vi sono le basi per un rapporto solido e duraturo.

L’amore pragmatico

In questo tipo di relazione, la razionalità prevale sul sentimento. Si sta insieme non perché si prova qualcosa per l’altra persona, ma perché vi è convenienza nel rapporto, come per esempio capita nei matrimoni combinati. Ciò non significa che con il tempo questa relazione non possa trasformarsi in un altro tipo di rapporto, ma alla base della scelta del partner (o a volte della “non scelta”), non vi è comunque né un sentimento d’amore, né un desiderio passionale.

L’amore maniacale

Caratteristica dell’amore maniacale è l’oscillazione tra emozioni gioiose ed emozioni di profonda tristezza, che dipendono dal rapporto con il partner. Nei momenti in cui tutto va bene, la persona innamorata è estremamente felice, ma basta poco, come ad esempio una frase detta male o un ritardo ad un appuntamento per cadere nella disperazione e pensare addirittura che la relazione sia finita per sempre. Questo è un atteggiamento tipico dell’età giovanile, quando non si ha ancora dimestichezza nella gestione delle proprie emozioni, ma non è detto che non capiti anche ad individui adulti, seri e controllati, i quali possono, in qualunque momento della vita, perdere letteralmente la testa per una persona. Queste persone sanno si avere reazioni eccessive e a volte ridicole, ma non riescono a controllarsi. È probabile che l’amore maniacale sia dovuto all’effetto di un elevato livello di neurotrasmettitori, al di sopra della norma.

L’amore puro

Questo è l’amore altruistico per eccellenza. In questo caso la persona non chiede e non pretende nulla, se non il benessere della persona amata e farebbe veramente qualsiasi cosa per renderla felice. È un tipo di amore molto raro, è più facile riscontrarlo in coloro che annullano il proprio io per cause mistiche o religiose.

Non esiste una relazione giusta ed una relazione sbagliata.

E’ giusto che ognuno di noi scelga per sé e per il proprio partner o la propria partner ciò che più fa stare bene, nel rispetto di se stessi e delle persone che si amano.

Scegliamo il nostro mix perfetto e creiamo la nostra unica, meravigliosa storia d’amore!

  • La chimica dell'amore

La chimica dell’amore

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L’amore è anche una questione di chimica

Nelle varie fasi di innamoramento, in ogni persona è presente una particolare “chimica dell’amore” che però cambia durante il corso della relazione, essendo elevata all’inizio della storia, per poi normalizzarsi con il passare del tempo.

Alcuni studiosi sostengono che ci si innamora quando si è pronti a cambiare e si sceglie la persona che in questo particolare momento della vita, fa sentire che uniti a lei è possibile realizzare le proprie potenzialità e soddisfare i propri desideri.

Altri studiosi invece danno una spiegazione diversa a questo potente sentimento, parlando dell’innamoramento come di uno stratagemma messo in atto dalla natura, per garantire continuità alla specie.

In ogni caso, sappiamo che nell’attaccamento sono implicate diverse aree cerebrali e la peculiare chimica amorosa che ne deriva è molto interessante.

Nelle relazioni d’amore sono coinvolti la corteccia, l’ipotalamo e il sistema limbico, ma anche il sistema nervoso autonomo, che regola la funzione degli organi periferici e il sistema immunitario.

L’integrazione di questi sistemi ha lo scopo di preparare l’organismo a tutte quelle situazioni di attivazione, pericolo o ansia come possono essere la nascita di un nuovo rapporto, le relazioni sessuali, la gravidanza e il parto.

L’amore crea dipendenza

La maggior parte delle regioni cerebrali coinvolte nell’amore, sono le stesse che rispondono agli stimoli prodotti dalle droghe che inducono euforia (come gli oppiacei e la cocaina), ma anche dal cioccolato, la cui feniletilamina, svolge nel cervello lo stesso ruolo della dopamina o dell’adrenalina.

Possiamo paragonare, dunque, l’innamoramento all’assunzione di droghe, in quanto in entrambi i casi, vengono attivati gli stessi centri cerebrali.

Le molecole di alcune sostanze psicoattive, in pratica, hanno struttura chimica e proprietà simili a quelle di alcuni neurotrasmettitori endogeni, per cui utilizzano gli stessi recettori che attivano i centri del piacere, provocando effetti molto simili.

Per questo motivo la prima fase di innamoramento e l’assunzione di droghe presentano le stesse caratteristiche:

  • il bisogno psicologico e/o fisico nei confronti di una sostanza o di una persona;
  • il desiderio di entrare in contatto con l’oggetto della propria passione, accompagnato da un’intensa sofferenza nel caso in cui questo contatto non avviene;
  • la riduzione degli effetti e la necessità di aumentare la frequenza per mantenere gli stessi effetti piacevoli;
  • il forte malessere conseguente alla brusca sospensione di una sostanza in grado di dare dipendenza, o nel caso delle relazioni, la brusca interruzione di un rapporto con una persona per la quale è ancora in atto la fase di innamoramento.

Le molecole dell’amore

Dietro al senso di vuoto allo stomaco, al balbettio, al batticuore, al sudore alle mani e a tutte le manifestazioni fisiche che è possibile notare quando ci si avvicina alla persona amata o semplicemente quando si pensa ad essa, vi è l’attivazione e l’azione di piccole ma potenti molecole.

Queste molecole oltre a determinare gli effetti fisiologici appena citati, producono anche importanti effetti sulla sfera psicologica dell’individuo innamorato: pensieri ossessivi, insonnia, inappetenza, dipendenza dalla persona amata, stati di irrazionale euforia in sua presenza e stati di irrazionale ansia e depressione in sua assenza.

Le principali molecole coinvolte nell’innamoramento sono:

  • Gli ormoni sessuali.
  • La serotonina, la quale svolge un’azione rilassante con sollecito del buon umore e dell’ottimismo. E’ coinvolta nella sensazione di dolore, nella sessualità, nell’impulsività e nell’affettività, è inoltre implicata nella regolazione del pensiero ossessivo del partner tipico della prima fase di innamoramento. La serotonina in questo caso è coinvolta nell’innamoramento non per un suo incremento, bensì per un suo decremento.
  • Le catecolamine, le quali hanno un’azione stimolante generale. Le principali sono: adrenalina, dopamina e noradrenalina.
    • L’adrenalina ha un’azione stressogena e anoressizzante con potenziamento dell’allerta.
    • La dopamina ha un’azione euforizzante ma soprattutto gratificante. L’attività della dopamina è strettamente legata ad una rete di neuroni che genera sensazioni piacevoli come conseguenza alla soddisfazione di stimoli, predispone agli incontri, ed è uno dei principali mediatori del piacere soprattutto quello sessuale. Adrenalina e dopamina agiscono come neurotrasmettitori nel sistema nervoso centrale e come ormoni nella circolazione sanguigna.
    • La noradrenalina come neurotrasmettitore provoca eccitazione, euforia ed entusiasmo, riduce l’appetito, promuove inoltre la contrazione delle vene degli organi sessuali, negli uomini trattiene il sangue, mantenendo a lungo l’erezione. Come ormone è presente nella circolazione sanguina, dalla quale regola la produzione di adrenalina; nell’esperienza amorosa ne induce il rilascio con conseguente aumento del battito cardiaco, della respirazione e della pressione sanguigna, da cui ha origine il rossore del viso che si ha quando si incontra la persona amata.
  • La feniletilamina, la quale ha un’azione pro-eccitatoria. La sua azione ha come effetto principale il rilascio di dopamina, con conseguente attivazione dei centri cerebrali del piacere.
  • Gli ormoni steroidei corticosurrenali come il cortisolo (il cosiddetto ormone dello stress). Tra gli innamorati, il livello di cortisolo nel sangue risulta essere molto alto, ciò significa che l’inizio di una relazione è una situazione piacevole, ma comunque particolarmente stressante.
  • I feromoni (o ferormoni), con azione sull’attrazione sessuale.

Nelle fasi più avanzate…

In una fase più avanzata della relazione in cui è possibile parlare di amore più che di innamoramento, la chimica dell’amore vede coinvolte:

  • le endorfine o anche “ormoni del piacere” neurotrasmettitori simili per struttura alle molecole della morfina e coinvolti nelle sensazioni di benessere, che hanno un’azione analgesica ed un effetto calmante e rilassante;
  • l’ossitocina il cosiddetto “ormone dell’amore”. Questa molecola viene rilasciata in seguito ad un bacio, ad un ricordo piacevole o ad un massaggio rilassante e in più, diversi studi hanno messo in evidenza la sua influenza positiva sul funzionamento del sistema immunitario. Pare che l’ossitocina venga rilasciata anche quando una persona “a pelle” ci piace, provocando un senso di benessere e di gratificazione ed una predisposizione verso quella persona. A livello più intimo, l’ossitocina partecipa in maniera diversa alla risposta sessuale, facilitando comportamenti che invitano all’incontro sessuale; essa viene ampiamente prodotta sia negli uomini che nelle donne durante i rapporti sessuali e in particolare durante l’orgasmo. Tutte le relazioni sociali positive stimolano il rilascio di ossitocina, la quale evoca sensazioni di rilassamento e serenità e fiducia negli altri.

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Amare è… comunicare

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Perché amare è comunicare?

Ci incontriamo, ci piacciamo, ci innamoriamo e ci amiamo, comunicando continuamente e reciprocamente, con sguardi, gesti, espressioni, parole e anche silenzi.

Innamorarsi

Come sostiene Francesco Alberoni, l’individuo si innamora quando è pronto a cambiare; quando si sente mutato interiormente perché è cambiato il mondo attorno e non riesce più a realizzare i propri desideri e ad esprimere le proprie potenzialità.

Perciò ci si innamora della persona che in quel particolare momento della vita, con il suo comportamento, i suoi sogni ed i suoi valori, fa sentire che uniti a lei è possibile realizzare le proprie potenzialità e soddisfare i propri desideri.

Per questa persona si prova un’attrazione irresistibile e un intenso bisogno di fondersi spiritualmente e fisicamente.

Da un altro punto di vista, l’innamoramento non è altro che uno stratagemma messo in atto dalla natura, per garantire continuità alla specie.

Una cosa è certa: innamorarsi porta ad un cambiamento; nella fase dell’innamoramento, infatti, uomini e donne finiscono con l’assomigliarsi.

Gli uomini diventano più delicati, gentili e comprensivi del solito, mentre le donne assumono atteggiamenti più aggressivi.

Questo perché in questa fase, il livello di testosterone nel sangue si abbassa nell’uomo e si alza nella donna.

E’ come se la natura volesse ridurre le differenze tra due individui per dare inizio alla relazione; come se, a certi livelli ed in certe condizioni, il mondo maschile e quello femminile molto diversi tra loro, cercano di avvicinarsi.

Amare

La fase successiva all’innamoramento è la sua trasformazione in amore, cosa che, però, non sempre accade; questo passaggio difatti non è obbligatorio.

Se però accade, può evolvere in una molteplicità di relazioni amorose.

Nella realtà, infatti, non esiste un unico tipo di relazione d’amore, ma tante quante ne possiamo immaginare.

Dall’innamoramento all’amore non c’è un passaggio, ma un vero e proprio cambiamento di stato: si è meno impulsivi e più razionali, la miriade di emozioni lascia il posto alla ragione, cosa che fa comprendere meglio chi è la persona che si ha di fronte.

Se a questo punto il partner piace davvero, la passione si trasforma in fiducia, e i due innamorati vogliono fondere non solo i loro corpi, ma anche le loro anime e i loro mondi.

Dunque l’interesse sessuale dell’innamoramento fa uno spazio all’affettività dell’amore.

A livello molecolare il passaggio dall’innamoramento all’amore è caratterizzato da una buona produzione di endorfine (molecole simili per struttura alle molecole della morfina), le quali hanno azione analgesica e un effetto calmante e rilassante, oltre che dalla presenza di un’importante sostanza secreta dall’ipotalamo: l’ossitocina chiamata “ormone dell’amore”.

Comunicare

Nella fase di conquista, di innamoramento e di amore stabile, i partner cercano costantemente il modo di avvicinarsi l’un l’altro, sfruttando ogni buona occasione per svolgere attività che possano soddisfare i desideri di entrambi.

Con il passare del tempo, tuttavia, diversi motivi tra i quali l’abitudine, la fine del sentimento, l’affievolimento della magia iniziale, l’appiattimento della vita sessuale, la perdita di interesse o il disvelamento delle vere caratteristiche di personalità del partner, possono portare ad un cambiamento di pensieri, atteggiamenti ed interesse nei confronti del partner e/o della coppia.

In questa fase specifica, quando si comprende che qualcosa sta cambiando nei propri sentimenti, in quelli del partner o in generale nella relazione, è di fondamentale importanza fermarsi, interrogarsi e capire quale possa essere il modo migliore per trovare o ritrovare una buona sintonia con se stessi e nella coppia.

Non è detto che si ristabilisca una visione condivisa della vita, ma grazie alla consapevolezza e alla scelta di una relazione basata su una sana comunicazione, la coppia può sicuramente giungere ad una soluzione civile, pacifica e rispettosa per i singoli individui e per la coppia stessa.

In genere due partner perdono la connessione di coppia quando uno di loro accetta totalmente e/o passivamente ogni cosa dell’altro o, al contrario quando non lo accetta assolutamente; in entrambi i casi, col tempo si finisce con lo stancarsi al punto tale per cui, persino un respiro della persona una volta amata, diventa un peso.

Cosa fare per comunicare al meglio all’interno della coppia?

Bisogna connettersi. Amare è comunicare.

  • Ascolta. Ascolta sia le parole che le emozioni che sottostanno alle parole per entrare veramente in contatto con l’altra persona. Se lo ritieni opportuno, chiedi chiarimenti e spiegazioni, pur di avere la certezza di aver compreso davvero.
  • Parla. Parla pensando che non è tanto la parola, ma l’intento comunicativo che è importante e che ogni parola genera fatti, pensieri ed emozioni.
  • Cerca il confronto. Il confronto chiaro e diretto, anche quello che può generare uno scontro, è salutare per la coppia. Confrontarsi in maniera rispettosa non lascia spazio a fraintendimenti.
  • Non giudicare. Ascolta e pensa in maniera obiettiva senza esprimere giudizio, in modo tale che nulla potrà condizionare l’ascolto.
  • Liberati dalle certezze. E’ possibile che un tuo pensiero sia conseguenza di un fraintendimento ma non sia reale, perciò elimina tutto ciò che per te è certezza, guarda con occhi nuovi sia il partner che la relazione.
  • Senti. Focalizza l’attenzione sulle emozioni e le sensazioni che le parole e l’atteggiamento dell’altra persona suscitano in te e parlatene apertamente.
  • Impegnati. Munisciti di una buona dose di volontà, perché guardarsi e guardare veramente a fondo, richiede un impegno emotivo non indifferente, ma è certo che questo lavoro dona meravigliosi frutti.
  • Abbi pazienza. I cambiamenti veri e duraturi, non avvengono dall’oggi al domani ma passo dopo passo.
  • Chiediti se questo è veramente ciò che vuoi. Se scegli la guerra, l’aridità e l’astio, oppure scegli una vita in armonia.

Ricordiamo sempre che la coppia è formata da due persone che sono due mondi fatti da desideri, emozioni, pensieri, esperienze e aspettative, ugualmente importanti e meritevoli di rispetto.