• sviluppo emotivo

Nascita di una nuova vita: lo sviluppo affettivo

postato in: Sesso e Amore | 0

Lo sviluppo affettivo dei ogni persona, ha inizio durante la gravidanza e continua nell’immediato post-partum.

Questo periodo, implica una serie di profonde modificazioni a vari livelli: fisico-corporeo, cognitivo-percettivo ed emotivo-affettivo.

Durante la gravidanza ed il parto, avviene lo straordinario sviluppo fisico e psichico del piccolo: si sviluppano gli apparati sensoriali ed il sistema nervoso e inoltre comincia a prendere forma la capacità di relazionarsi con il mondo.

A partire dalle esperienze nell’ambiente intrauterino, caratterizzato da rumori, sapori ed odori, il feto percepisce ed elabora emozioni e sensazioni.

La relazione affettiva

La relazione di ogni individuo, comincia nella vita intrauterina.

Tramite la placenta, il feto e l’organismo materno sono in costante contatto durante i nove mesi di gravidanza. La placenta fornisce al feto le sostanze nutritive, l’acqua e l’ossigeno, elimina scorie, produce un ampio spettro di proteine, ormoni e fattori essenziali per il proseguimento della gravidanza.

La placenta ha inoltre l’importante ruolo di “paraeccitazione biologica”, utile per evitare che l’eccitazione della madre, quando eccessiva, abbia un’azione traumatica sul feto.

Tutti gli stimoli, infatti, sono indispensabili per lo sviluppo equilibrato del bambino e della sua sfera psichica, ma per essere efficaci, la loro quantità deve essere adeguata (non devono essere né troppo forti né troppo deboli) e devono agire al momento opportuno.

Un’eccessiva sollecitazione di un organo di senso, infatti, potrebbe avere riflessi negativi sullo sviluppo dell’organo in questione, ma anche degli altri organi di senso strettamente correlati.

Numerose ricerche hanno dimostrato, che man mano che maturano gli organi di senso, il feto diviene un soggetto sempre più partecipe all’ambiente che lo circonda e a sua volta, l’ambiente stesso influenza notevolmente i processi di crescita e di sviluppo.

Esperienze precoci

Durante i nove mesi di gravidanza il bambino vive immerso nell’utero, ambiente in cui confluiscono e si intrecciano molteplici stimoli sensoriali, in particolare quelli sonori.

Al nascituro arrivano continuamente suoni e rumori provenienti dall’interno del corpo materno, come il movimento intestinale, il respiro ed il battito cardiaco; ma anche rumori provenienti dall’esterno, come le voci dei familiari, i suoni e i rumori domestici e la musica prodotta da strumenti musicali.

Il suono dominante nell’ambiente intrauterino è comunque il battito cardiaco materno, il quale ha poi, sul neonato, un effetto rassicurante, come del resto ogni altra sensazione che lo riporta all’ambiente prenatale.

Il vissuto sonoro prenatale, inoltre è fortemente influenzato dalla voce materna: uno stimolo sensoriale e neuroaffettivo che non ha eguali.

Il feto percepisce la voce della mamma non solo attraverso l’orecchio, ma anche sotto forma di vibrazioni trasmesse attraverso le strutture corporee della madre. L’intensità di arrivo ne risulta amplificata, così che il feto la memorizza meglio delle altre voci e, non appena nato, è in grado di riconoscerla con grande facilità, differenziandola dalle altre voci.

Studi ecografici sulla risposta fetale ai particolari stimoli sonori, hanno evidenziato che le frequenze vicine a quelle della voce umana provocano nel feto una risposta motoria delle braccia e delle gambe.

Quando si tratta di una voce nota o di un brano musicale già udito, si osserva un rallentamento della frequenza cardiaca fetale che ritorna ai valori di base nel giro di alcuni minuti.

Le ricerche, ma anche l’esperienza comune, hanno dimostrato che poche ore dopo la nascita, in presenza di più donne che parlano, il neonato ruota la testa solo nella direzione da cui proviene la voce della madre.

Oltre alla voce della propria mamma, la voce del papà e delle persone vicine, se sentite abitualmente durante la gravidanza, provocano emozioni e movimenti del feto.

E’ estremamente interessante sapere che il feto riesce a memorizzare un brano musicale quando questo viene sistematicamente ripetuto nelle ultime settimane di gestazione, ed è poi in grado di riconoscerlo dopo la nascita.

Emozioni precoci

Dopo il quarto-quinto mese di gravidanza il feto sente, tocca, si muove, risponde in modo creativo, esplora, partecipa alle esperienze emotive della madre, reagisce a stimolazioni interne (intrauterine) ed esterne, è in continuo contatto esperienziale con l’ambiente che lo circonda internamente ed esternamente.

Oltre agli input sensoriali, a raggiungere il feto, sono anche gli stimoli prodotti dai neurotrasmettitori, dagli ormoni e dalle altre molecole chimiche materne, che attraversano la placenta.

Cosa vuol dire?

È dimostrato che gli stati emotivi particolarmente intensi provocano nell’organismo materno squilibri biochimici e ormonali, i quali rientrano nei normali meccanismi di adattamento del corpo, finalizzati alla difesa e alla sopravvivenza.

Le molecole prodotte dal corpo materno, raggiungono sicuramente il feto, che vive in tal modo le emozioni positive o negative della madre e vi si dovrà adeguare.

Le emozioni del feto, dunque, sembrano essere filtrate e mediate dalla madre nel seguente modo: essa entra in un particolare stato emotivo, il nascituro riceve una stimolazione attraverso il flusso ormonale, ne elabora il contenuto e produce una precisa reazione motoria, cardiaca e funzionale.

Se la madre esperisce un senso di rilassamento, si può registrare un correlato rilassamento anche nel feto, nei suoi movimenti e nel livello della sua frequenza cardiaca; se però la madre è in uno stato di ansia o di turbamento emotivo, il feto mostra agitazione motoria per alcune ore successive all’evento, agita le gambe e si dimena.

Se la situazione di stress materno persiste nel tempo, l’eccitazione motoria fetale diventa un tratto stabile, riflettendosi sul piccolo, ad esempio, tramite il basso peso del bambino alla nascita.

Attraverso il movimento, il nascituro comunica la sua disapprovazione o la sua partecipazione agli eventi esterni: scalcia ad esempio se la madre è in una posizione che gli dà fastidio, se si trova in un luogo troppo rumoroso o se ascolta un brano musicale che a lui non piace.

L’importanza dell’allattamento al seno

L’allattamento al seno costituisce una soluzione particolarmente importante sia per la mamma che per il piccolo, sia da un punto di vista fisiologico, che psicologico ed emotivo.

Rafforza le difese immunitarie del bambino, può aiutare la mamma ad acquisire fiducia nella propria capacità di rapportarsi con il figlio e contribuisce a rafforzare la relazione tra essi.

L’allattamento, inoltre è un’ulteriore conferma della profondità del legame tra madre e bambino; basti pensare che il latte materno, nei primi dieci giorni circa, varia continuamente la sua composizione in base alle precise esigenze del neonato.

Il primo latte o colostro, ad esempio, è un concentrato di zuccheri, proteine ed anticorpi, utili per dare l’energia necessaria al bambino, provocargli la peristalsi intestinale facendogli così emettere il meconio e donargli quella immunità che non ha ancora acquisito.

Il latte materno, in altre parole, specie nei primi sei mesi di vita, consente al neonato l’accrescimento ottimale e gli assicura la migliore protezione possibile; è in grado, infatti, di garantirgli l’acquisizione di tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere nella giusta misura.

Durante l’allattamento, mentre assapora il colostro e scopre i primi odori, il bambino sperimenta il caldo contenimento delle braccia della mamma e può sentire nuovamente i rumori e i movimenti a lui familiari, come il battito del suo cuore e l’alternarsi del respiro.

La poppata dal seno materno, offre al piccolo l’occasione di ritrovare il contatto pieno e confortante con il corpo della madre dopo la separazione da lei, avvenuta durante il parto: per succhiare il seno non solo la bocca del neonato è a contatto con la pelle della mamma, ma lo sono anche la guancia, il naso, il mento e le manine.

I benefici dell’allattamento al seno e del contatto che si crea tra madre e bambino, sono numerosi, sia da un punto di vista relazionale che fisico:

  • riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti
  • protegge dalle infezioni respiratorie
  • riduce il rischio di sviluppare allergie
  • migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio
  • migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni
  • contribuisce a una migliore conformazione della bocca
  • protegge contro le otiti
  • riduce il rischio di diabete e di tumori del sistema linfatico
  • dona al bambino sensazione di conforto, amore, fiducia e disponibilità
  • permette di esperire emozioni positive che diventano la base di un adeguato senso di sicurezza in se stessi.

Tutte le esperienze vissute dal bambino durante la fase pre e post natale, vengono acquisite e diventano parte integrante del suo patrimonio personale.

Ciò vuol dire che, la qualità delle relazioni che i feti e i neonati vivono con le figure che si prendono cura di essi, hanno un effetto straordinario nello sviluppo dei bambini e degli adulti che saranno.

Non aspettare un momento migliore per dimostrare l’amore che provi nei confronti di un neonato, anche se non può rispondere, è certo che può comprendere.

Se stai vivendo un periodo o una situazione che preferisci affrontare insieme a me, contattami. Non ti darò delle risposte, ma un metodo per trovarle! Ti aiuterò a gestire le difficoltà attraverso l’uso consapevole delle tue risorse.

  • sviluppo cognitivo

Nascita di una nuova vita: lo sviluppo cognitivo

postato in: Sesso e Amore | 0

La nascita di una nuova vita è un momento del processo evolutivo che ha inizio nove mesi prima del parto.

Questo periodo, implica una serie di profonde modificazioni a vari livelli: fisico-corporeo, cognitivo-percettivo ed emotivo-affettivo.

Durante la gravidanza ed il parto, avviene lo straordinario sviluppo fisico e psichico del piccolo: si sviluppano gli apparati sensoriali ed il sistema nervoso e inoltre comincia a prendere forma la capacità di relazionarsi con il mondo.

Lo sviluppo del sistema nervoso

Lo sviluppo del sistema nervoso inizia quando l’embrione ha sedici giorni e termina con la mielinizzazione completa del cervello a due anni di età.

La testa del feto è visibile all’ecografia verso l’ottava o la nona settimana di gestazione; poi dalla ventiquattresima settimana, la struttura cerebrale è quasi completa.

I movimenti corporei, sono tra i maggiori indicatori del funzionamento del sistema nervoso centrale; questi periodi di attività del feto, durante l’ultima parte della gravidanza, ricoprono il 60-70% del tempo totale.

Durante i nove mesi di gestazione, secondo un piano di sviluppo preciso e ordinato, si formano le strutture, i circuiti e i sistemi neuronali tipici del cervello, i quali hanno un ruolo importantissimo nella struttura e nelle funzioni cerebrali del bambino e dell’adulto che sarà.

Dunque alla nascita è già presente l’intera organizzazione cerebrale tipica dell’adulto, sia per quanto riguarda le caratteristiche anatomiche a livello macroscopico, che a livello cellulare, fatta eccezione per la mielinizzazione ancora incompleta degli assoni cerebrali, come detto precedentemente.

Le varie parti delle cellule cerebrali (neuroni), si sviluppano nell’ultimo trimestre di gravidanza. I neuroni cominciano a comunicare tra loro, molto prima della nascita: le prime sinapsi infatti iniziano a formarsi nel cervello, prima della ventisettesima settimana dal concepimento, ma il fenomeno della formazione delle sinapsi, raggiunge il suo picco dopo la nascita, nei primi quindici mesi di vita.

Lo sviluppo cerebrale è influenzato sia dai fattori genetici che dai fattori ambientali. Nel mondo uterino, i fattori ambientali sono rappresentati dai flussi ormonali che raggiungono il feto, i quali dipendono dalle esperienze emotive materne; dopo la nascita, l’ambiente è rappresentato dalle relazioni con chi si prende cura del bambino.

In altre parole: lo sviluppo cerebrale, sia strutturale che funzionale, dipende dalle modalità con cui le esperienze influenzano e modellano l’espressione dei programmi geneticamente determinati del sistema nervoso.

Per dirla con le parole del dott. Allan Schore: “l’ambiente che il bambino incontra nel primo anno di vita, mediato dalla persona che principalmente si prende cura di lui, influenza e orienta lo sviluppo e l’evoluzione delle sue strutture cerebrali, determinando la capacità futura di regolare le proprie emozioni, di gestire lo stress e di modulare la relazione con gli altri”.

Dominanza emisferica

Nel primo periodo di vita, fino all’età di tre anni, la parte dominante del cervello risulta essere la destra, anziché la sinistra come avviene invece nella maggior parte dei casi, nell’età adulta. Prevale perciò l’emisfero in cui vengono elaborate le emozioni e le percezioni sensoriali.

L’emisfero destro è capace di controllare il linguaggio non verbale, quindi le espressioni facciali, i toni vocali e i gesti; è inoltre dominante nelle percezioni musicali, olfattive e tattili. L’emisfero destro ha anche un collegamento privilegiato con il sistema nervoso autonomo e quindi con le funzioni del corpo cosiddette involontarie.

Prima dello sviluppo del linguaggio, ogni bambino pensa per emozioni e sentimenti e la memoria è definita di tipo “evocativo”; in altre parole, il bambino evoca le percezioni e le emozioni già vissute.

Dal momento in cui nasce, per poter interagire con l’ambiente circostante, il bambino fa riferimento alle esperienze vissute nell’ambiente uterino e alle sue capacità sensoriali, perciò agirà usando soprattutto l’olfatto, il tatto e il gusto.

La vista del neonato, è limitata a ciò di cui ha bisogno nei primi periodi di vita: vede in maniera distinta solo ad una trentina di centimetri di distanza.

E’ giusto la distanza che intercorre tra i suoi occhi ed il viso della madre quando lo allatta, del padre quando gli canta la ninna nanna e del resto della famiglia quando lo coccola.

Se stai vivendo un periodo o una situazione che preferisci affrontare insieme a me, contattami. Non ti darò delle risposte, ma un metodo per trovarle! Ti aiuterò a gestire le difficoltà attraverso l’uso consapevole delle tue risorse.

  • sviluppo fisico

Nascita di una nuova vita: lo sviluppo fisico

postato in: Sesso e Amore | 0

La nascita di una nuova vita è un momento del processo evolutivo che ha inizio nove mesi prima del parto.

Questo periodo, implica una serie di profonde modificazioni a vari livelli: fisico-corporeo, cognitivo-percettivo ed emotivo-affettivo.

Durante la gravidanza ed il parto, avviene lo straordinario sviluppo fisico e psichico del piccolo o della piccola: si sviluppano gli apparati sensoriali ed il sistema nervoso e inoltre comincia a prendere forma la capacità di relazionarsi con il mondo.

Come avviene lo sviluppo fisico-corporeo:

Lo sviluppo dell’embrione e del feto comprende tre distinti periodi:

  • il periodo pre-embrionale, che dura due settimane dopo la fecondazione
  • il periodo embrionale, il quale arriva fino all’ottava settimana dalla fecondazione
  • il periodo fetale, nel quale si completa la differenziazione dei tessuti e gli organi aumentano di volume.

Avvenuta la fecondazione scatta nella nuova cellula una frenetica attività moltiplicativa, per cui essa raddoppia il suo patrimonio genetico dividendosi in due cellule figlie, le quali si dividono a loro volta. Le quattro risultanti si dividono anch’esse e così via mentre l’embrione in formazione viene trasportato delicatamente dalla tuba verso l’utero.

Il periodo embrionale

Al ventunesimo giorno circa dall’inizio del ciclo, l’embrione raggiunge l’utero, qui si annida emettendo delle radici con cui si impianta saldamente. Per consentire tale processo si blocca immediatamente il meccanismo della mestruazione ed è questo il motivo per cui il ritardo mestruale è il primo segno della gravidanza.

Alla terza settimana l’embrione è lungo circa 2-3 mm, la sua forma è allungata e ripiegata su sé stessa e presenta una testa ben visibile.

All’inizio della quarta settimana (quindi due settimane di ritardo mestruale più due di concepimento) l’embrione, ha la grandezza di un chicco di riso.

A cinque settimane l’embrione è grande come un chicco di caffè, sulla testa grossa e trasparente cominciano a differenziarsi occhi, orecchie e narici rudimentali e al suo interno il cervello comincia a prendere forma. Compaiono i reni e il pancreas.

A sei settimane l’embrione ha le dimensioni di un fagiolo con una grossa testa e una codina che regredisce lentamente, gli occhi e le orecchie sono ben visibili, alle estremità degli arti si riconoscono i piedini e le manine ancora privi di dita, il cuore che pulsa centocinquanta battiti al minuto, ha solo due cavità.

A sette settimane si distinguono le labbra e all’interno della bocca si sta sviluppando la lingua, su mani e piedi compaiono gli abbozzi delle dita e nel cuore si sono sviluppate le quattro cavità. Il feto esprime un’intensa attività motoria.

A otto settimane il piccolo da seduto si mette in piedi, rotola, estende le braccia, porta le manine al viso, si distinguono chiaramente le dita, gli occhi, i capillari della testa. Gli abbozzi di quasi tutti gli organi sono presenti. Inizia l’attività elettrica cerebrale e cominciano a comparire le ossa, si delinea la mandibola con i muscoli che consentiranno al bambino di succhiare e masticare. La pelle è completa.

Il periodo fetale

A nove settimane dalla fecondazione comincia il periodo fetale e continua fino al termine della gravidanza. In questo periodo la testa è metà di tutta la lunghezza del corpo.

Dalla nona settimana il feto è in grado di percepire stimoli che hanno una funzione molto importante nello sviluppo somatico e del sistema nervoso.

Nelle quattro settimane successive l’embrione si sviluppa velocemente arrivando a raggiungere la lunghezza di 6 cm, la testa continua ad essere molto grande (circa due terzi del corpo) ma è più tonda e meno pesante, la coda è sparita definitivamente lasciando il posto al sederino, il cervello è suddiviso in due emisferi ben evidenti, gli organi sessuali cominciano a definirsi.

Le dita delle mani e dei piedi diventano visibili pur essendo avvolte da una specie di membrana, il feto, attraverso il cordone ombelicale (nel quale comincia a circolare sangue) riceve nutrimento.

Sono evidenti movimenti esplorativi, infatti il nascituro muove le mani verso il capo, la faccia e la bocca, sono inoltre presenti movimenti di suzione. Si possono individuare le papille gustative nel nascituro che presenta le prime attività di deglutizione e di apertura e chiusura della bocca, il feto ingurgita liquido amniotico che poi elimina sotto forma di urina.

Sono presenti i nervi olfattivi e i recettori olfattivi primari, quindi si sviluppano anche le prime sensazioni olfattive.

A quattordici settimane è più che evidente l’aspetto umano del feto; sono visibili i genitali, gli arti e gli organi di senso, l’ecografia mostra gli abbozzi degli organi e i movimenti fetali ed è con gli strumenti adeguati è percepibile anche il battito cardiaco.

A sedici settimane il feto è lungo 10 cm circa e pesa dai 50 agli 80 gr, ha l’aspetto di un neonato in miniatura, spesso può anche avere il singhiozzo. Il nascituro reagisce ad una forte luce accesa sul ventre della madre girando la testa dall’altra parte, anche se l’occhio è strutturalmente ben formato già a partire dalla decima settimana periodo in cui la vista non è però sviluppata perché le connessioni con il cervello non si sono ancora formate.

A venti settimane il piccolo è ricoperto da una sostanza che lo protegge, la vernice caseosa, in genere la madre comincia a percepirne i movimenti.

Alla ventiquattresima settimana il piccolo pesa circa 500 gr. ed è lungo circa 27 cm, la faccia è ormai completamente formata anche se gli occhi sono prominenti perché le guance sono molto paffute e si completa il pieno sviluppo degli alveoli polmonari, perciò da questo momento da un punto di vista strutturale i polmoni sono in grado di sostenere la vita fuori dall’utero.

Tra la ventiseiesima e la ventisettesima settimana il nascituro è in grado di percepire i suoni tramite l’orecchio e reagirvi in modo evidente.

A ventotto settimane il feto è lungo 30 cm circa e pesa 1 kg, inizia il periodo di massima attività motoria che rallenterà alla trentaduesima settimana di gestazione circa. Le palpebre, evidenti già dal secondo mese, adesso tendono a schiudersi.

A trentadue settimane il corpo del feto è più proporzionato, mancano solamente uno strato di grasso isolante e alcuni agenti nei polmoni per essere pronto a nascere.

Alla trentaseiesima settimana con i suoi 45 cm di lunghezza e i 2700 gr. di peso, la sua pelle morbida e rosea e il suo corpicino paffuto, il feto si è assestato in un’unica posizione e la mamma percepisce i suoi movimenti di gambe e braccia; il piccolo occupa quasi tutto lo spazio dell’utero.

Dalla trentottesima alla quarantesima settimana di gestazione il bambino è pronto alla nascita, la lunghezza è di 50 cm circa e il peso oscilla tra i 2,5 e i 4 kg, anche le unghie delle dita sono cresciute.

Pian piano aumenteranno le dimensioni dei vari organi e al tempo stesso arriverà la loro progressiva maturazione che in alcuni casi si completerà dopo la nascita.

A questo punto nel piccolo o nella piccola, tutto è pronto per cominciare ad esplorare e a relazionarsi con il mondo esterno e per farsi coccolare da chi li attende con gioia!

Se stai vivendo un periodo o una situazione che preferisci affrontare insieme a me, contattami. Non ti darò delle risposte, ma un metodo per trovarle! Ti aiuterò a gestire le difficoltà attraverso l’uso consapevole delle tue risorse.