Il sollievo del perdono

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Cosa vuol dire provare il sollievo del perdono?

Quanti di noi hanno vissuto esperienze deludenti con amici, parenti, conoscenti e ci sono rimaste male per qualcosa di detto o non detto, di fatto o di non fatto?

Penso che questa esperienza venga vissuta da tutti, almeno una volta nella vita.

La prima reazione di fronte ad un gesto o una frase che provoca malessere, è differente da persona a persona: può essere una reazione di rabbia, di dolore o di delusione.

In ogni caso è un’esperienza negativa che, con il tempo, si affievolisce ma non scompare, se non viene in qualche modo risolta.

Al contrario, il senso di malessere rimane all’interno della propria quotidianità, come un brano stonato di sottofondo, che rende vulnerabili ed infastiditi, soprattutto quando il pensiero va a quella determinata persona che ha recato il danno, alla situazione o al periodo in questione.

Vivere con un brano stonato di sottofondo, non è certo piacevole per nessuno, perché questo, è in grado di influenzare negativamente anche tutti gli altri aspetti della vita: pensieri, emozioni, sensazioni ed azioni.

Liberare la mente dal pregiudizio

Come per tutto il resto delle “questioni della vita”, dobbiamo tenere bene a mente che la realtà è soggettiva.

Non esiste, infatti, una realtà oggettiva, piuttosto tante versioni di una stessa situazione, quanti più occhi, orecchie, cuori e cervelli riescono ad osservarla, sentirla e percepirla.

Questo vuol dire che, la propria visione del fatto che provoca malessere e delusione, non è altro che…la propria visione per l’appunto, ma non il fatto di per sé!

Ogni persona, infatti, percepisce una stessa situazione in maniera diversa e di conseguenza, reagisce diversamente dagli altri.

Gli autori stessi dei fatti che addolorano o provocano rabbia, possono avere un’interpretazione completamente diversa da quella di chi riceve l’offesa, rispetto al motivo per il quale ha agito in quel modo.

Esempio banalissimo: quante volte abbiamo pensato che l’amico o il conoscente incrociato per strada ha fatto finta di non vederci per non salutarci e poi a distanza di tempo scopriamo che senza gli occhiali da vista non vede nulla?!

Quante volte noi stessi veniamo accusati di non aver salutato qualcuno e cadiamo dalle nuvole al sentire queste accuse?!

Questo esempio davvero banale, è molto utile per far comprendere che la prima cosa da fare, quando ci sentiamo minacciati da qualcuno, è metterci nei suoi panni.

Chiediamoci allora:

“Cosa avrei fatto o farei io se fossi XXX e mi trovassi al suo posto, in quella stessa situazione?”

Un’altra cosa da fare è pensare alle motivazioni in base alle quali la persona si comporta o si è comportata in un determinato modo:

“Cosa può aver pensato, quali sensazioni può aver provato, cosa avrebbe voluto ottenere XXX per aver agito così?

Un’ulteriore cosa da fare è sicuramente chiarire la questione con la persona interessata. Questo permetterà di mantenere un rapporto civile, di affetto o di rispetto, in base alla situazione e alla volontà di entrambe le parti.

Se dopo aver analizzato la situazione senza pregiudizio ed aver cercato una comunicazione, non si ottiene una “risoluzione del conflitto”, è possibile giungere alla conclusione che si è (o si è stati) vittime di cattiveria gratuita.

Spesso le persone che mettono in atto atteggiamenti negativi nei confronti degli altri, a maggior ragione senza un motivo che possa giustificare il fatto, sono le prime a soffrire e a dover risolvere importanti conflitti all’interno della propria vita.

Molto spesso persone incapaci di stabilire vere relazioni d’amore, in senso lato.

Essere trattati male con parole o fatti, per di più ingiustamente, è qualcosa che difficilmente può essere superato senza alcun tipo di lavoro su se stessi.

Anche le persone meno vulnerabili, possono risentire del dolore per le ingiustizie subite e questo avviene direttamente o indirettamente, portando con sé sentimenti poco piacevoli.

Tali sentimenti, come rabbia e rancore, purtroppo fanno male a chi li prova e se presenti a lungo, possono influenzare negativamente l’intera esistenza della persona in maniera lenta e subdola.

Così che, senza rendersene conto, si diventa persone irritate e negative e si finisce per assecondare la cattiveria gratuita ricevuta, piuttosto che annullarla e vivere la propria vita all’insegna della gioia e della serenità.

Cosa fare?

Perdonare.

Scoprire il sollievo del perdono è un obiettivo evolutivo grandioso.

Perdonare la persona, le parole, i fatti, le proprie reazioni, le proprie sensazioni, i propri pensieri ed il tempo dedicato a stare male, è un passo estremamente importante, all’interno del percorso evolutivo di ogni persona, da un punto di vista fisico, psicologico, emotivo e spirituale.

Perdonare vuol dire volersi bene e scegliere di vivere una vita in armonia; consapevoli del fatto che non è possibile cambiare i pensieri e gli atteggiamenti delle altre persone, ma è possibile scegliere a cosa dare risalto ed importanza nel proprio mondo.

Fallo per la persona più importante della tua vita: Tu!

Ricorda sempre di:

  • Mettere al centro della tua vita il tuo benessere e non il tuo malessere.
  • Dare importanza a ciò che ti fa bene e non a ciò che ti fa male.
  • Seguire attività e persone in grado di portare gioia e nobilitazione alla tua vita e non tristezza ed abbrutimento.
  • Ricavare uno spazio-tempo da dedicare al positivo e non al negativo.
  • Accettare il buono e rifiutare il cattivo.

Se scegli di non dare importanza a fatti e parole ingiusti che provocano solo dolore, essi non avranno neppure il potere di sfiorarti.

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