Sesso e genere

sesso e genere

Sesso e genere: nel linguaggio comune, spessissimo i due termini si confondono e si utilizzano in maniera indistinta, creando caos e a volte fraintendimenti.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Distinzione tra sesso e genere:

Il sesso (maschile e femminile), è definito dalle caratteristiche biologiche che differenziano il maschio dalla femmina, in riferimento alla natura dei cromosomi sessuali e all’anatomia degli organi genitali.

Il genere è uno dei massimi determinanti del modo in cui gli altri trattano una persona e della visione che ognuno si forma di se stesso.

Prima della nascita, ormoni e geni stabiliscono le strutture sessuali; alla nascita il genere viene riconosciuto dalla famiglia e dall’intera società, le quali cominceranno ad avere chiare aspettative circa il comportamento (attuale e futuro) del bambino.

Durante l’adolescenza e per tutta la vita adulta le influenze sociali persisteranno e l’interazione tra biologia e società continuerà ad influenzare i pensieri, le aspettative, le preferenze, i valori e la sessualità dell’individuo.

Sesso

Con il termine sesso ci si riferisce alla natura biologica ed anatomica che differenzia un soggetto maschio da un soggetto femmina; tale differenza dipende dai cromosomi sessuali e fa riferimento ai livelli ormonali, agli organi sessuali interni ed esterni e alle capacità riproduttive.

Le gonadi sono le ghiandole dell’apparato sessuale: nei maschi sono rappresentate dai testicoli e nelle femmine dalle ovaie.

La funzione delle gonadi è quella di produrre spermatozoi e ovuli e, inoltre, di produrre e liberare ormoni sessuali, i quali contribuiscono a determinare le caratteristiche fisiche distintive dei due sessi, ma non necessariamente quelle comportamentali.

I cromosomi sono gli organuli costituiti da DNA in cui hanno sede i geni portatori dei caratteri ereditari. Nello specifico, nei cromosomi sessuali sono contenuti i programmi genetici che regolano la differenziazione sessuale.

In tutte le cellule del corpo umano sono presenti 23 paia di cromosomi, tranne nelle cellule uovo e negli spermatozoi, questi infatti ne contengono la metà. Solamente quando uno spermatozoo feconda l’uovo, lo zigote avrà anch’esso 23 paia di cromosomi; per ogni paio, un cromosoma è fornito dal padre ed uno dalla madre.

In ogni ovulo è presente il cromosoma sessuale X, mentre la metà degli spermatozoi ha cromosomi X e metà ha cromosomi Y. Di conseguenza il sesso del nascituro è determinato dallo spermatozoo che raggiunge l’ovulo.

Nelle persone di sesso femminile, le cellule presentano due cromosomi sessuali X, mentre nei maschi un cromosoma sessuale è X e l’altro è un cromosoma Y.

Si può quindi affermare che la differenziazione sessuale, riferendoci al sesso genetico di una persona, avviene nel momento della fecondazione.

Esistono, tuttavia, casi di disfunzioni genetiche.

I caratteri sessuali:

Abbiamo detto che gli ormoni sessuali contribuiscono a determinare i caratteri sessuali, ossia le caratteristiche anatomiche che identificano un individuo come maschio o femmina.

I caratteri sessuali primari, sono rappresentati dall’apparato genitale.

I caratteri sessuali secondari si sviluppano con l’inizio della pubertà, rappresentando quelle caratteristiche dei corpi femminili e maschili che distinguono gli individui maturi dal punto di vista sessuale.

Ad esempio: la crescita dei peli su tutto il corpo, la crescita della barba, del pene, dei testicoli e della prostata, nei maschi e la crescita dei peli sul pube, la crescita del seno e l’inizio del ciclo mestruale nelle femmine.

In linea generale, durante la pubertà, nei maschi è più alto il livello di androgeni rispetto a quello degli estrogeni (androgeni ed estrogeni sono ormoni sessuali entrambi presenti nell’organismo maschile e femminilie) ed è questo che determina la mascolinizzazione; al contrario, nelle femmine, livelli più elevati di estrogeni rispetto a quelli di androgeni, determinano la femminilizzazione.

Genere

Il genere, maschile e femminile, è il processo di costruzione sociale a partire dal sesso del soggetto; è la dimensione relazionale del maschile e del femminile, correlata ai ruoli, alle aspettative, ai vincoli e alle diverse opportunità.

I comportamenti caratteristici di un determinato genere, sono il risultato dell’interazione tra geni, ormoni, autovalutazioni e aspettative sociali.

I bambini apprendono prestissimo le differenze comportamentali relative al genere di appartenenza, essi, anche tramite l’osservazione, riconoscono ed eseguono i diversi comportamenti di ruolo relativi ai due sessi.

Non è difficile comprendere come ci si deve comportare per i bambini, in quanto sin dal momento della nascita, la famiglia e l’intera società, con il proprio atteggiamento, condizionano le modalità di espressione dei bambini maschi e delle bambine femmine.

I bambini infatti, sin dai primi anni di vita vengono sollecitati a mostrarsi forti e decisi, mentre le bambine sono spinte a mostrarsi più dolci e remissive.

I genitori tendono a crescere i due sessi in modo molto differente: ai maschi viene data più libertà nell’espressione dei comportamenti aggressivi, mentre le femmine sono più spinte a “comportarsi bene”.

Anche di fronte all’espressione delle emozioni, l’atteggiamento degli adulti è differente, se ad esprimerle è un bambino o una bambina, ma anche un ragazzo o una ragazza, così come un uomo o una donna.

In altre parole…

E’ facile comprendere a questo punto, che l’identità di genere è qualcosa che si costruisce a partire dal proprio sesso ma è fortemente correlata con la cultura sociale di appartenenza, con il modo in cui ci si percepisce e si viene percepiti e con i ruoli personalmente e socialmente accettabili.

Dunque l’identità di genere non possiede caratteristiche di verità assoluta e di realtà oggettiva, in quanto ciò che viene accettato da una società, può non essere accettato da un’altra.

Un esempio tra tanti, riguarda il tenersi per mano da parte di uomini eterosessuali. Se questo atteggiamento è abbastanza criticato in Europa, in India invece rappresenta una pratica assai diffusa e non vi è nulla di scabroso o di malizioso in essa.

Questo singolo esempio basta per farci riflettere sull’importanza della conoscenza e dell’apertura mentale nei confronti del mondo e della vita, sull’esigenza di guardare al di là delle nostre quattro mura per poter comprendere meglio il mondo e poter vivere a cuor leggero.

L’augurio è quello di schiacciare gli stereotipi di genere che spesso, si formano in maniera inevitabile, la cui presenza condiziona e limita la visione delle persone e della vita.

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